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1. LE ALI DELLA SANTITA'

"La santità è accettare la volontà di Dio con un grande sorriso... E' tutto qui.

Accettare la volontà di Dio; accettarlo quando viene nella nostra vita; accettare che prenda da noi quello che vuole, accettare che ci usi come vuole...senza consultarci.

Purtroppo, non amiamo non essere consultati!
Santità è lasciare che lui ci usi, ci adoperi, ci faccia a pezzi, ci svuoti completamente di noi stessi.

Accettare di essere svuotati, di essere fatti a pezzi,
di riuscire e di fallire, di restare sotto lo sguardo di tutti".
La mia regola, p. 143

"La santità non è qualcosa di straordinario,
non è per pochi eletti dotati di grande intelletto,
che sanno ragionare, discutere, fare lunghe conversazioni e leggere libri meravigliosi.
La santità è per ciascuno di noi un dovere semplice.
Accettare Dio con un sorriso,
sempre, dovunque e in ogni luogo".

La gioia di amare, p. 130

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“Il primo passo per divenire santi è di volerlo.
San Tommaso dice:
"La santità non consiste in nient'altro che in una ferma risoluzione nell'atto eroico di un'anima che si abbandona a Dio.
Grazie a una retta volontà noi amiamo Dio, scegliamo Dio, corriamo verso Dio, lo raggiungiamo, lo possediamo".

Oh, buona, santa volontà che mi trasforma in un'immagine di Dio
e mi rende simile a lui!"
Le mie preghiere, p. 51
Madre Teresa
"Ognuno di noi ha la possibilità
di diventare santo
e la via per la santità
è la preghiera".
La gioia di amare, p. 155

"Dall'umiltà emanano sempre la grandezza e la gloria di Dio.
Attraverso l'umiltà noi cresciamo nell'amore.
L'umiltà è l'inizio della santità".

La gioia di amare, p. 27
"Ricordate di dire a voi stessi: "Sono stato creato per cose più grandi". Non scendete mai al di sotto dell'ideale propostovi. Fate in modo che niente vi soddisfi all'infuori di Dio".
Le mie preghiere, p. 65
"Noi ci facciamo santi in primo luogo conservando libero il nostro cuore da ogni impurità ed egoismo: così saremo in grado di amare Gesù e di vivere la sua presenza".
Breviario di Madre Teresa, p. 95

"Dio non prende mai da noi ciò che noi non vogliamo dare. Dobbiamo darlo a lui di nostra libera volontà. Affinchè la nostra obbedienza sia gioiosa e pronta, dobbiamo essere convinte che obbediamo a Gesù...

Se volete sapere se amate Dio, fatevi questa domanda: "Obbedisco?".

Se obbedisco, va tutto bene. Perchè? Perchè tutto dipende dalla mia volontà. Se divento santa o peccatrice dipende da me.

La nostra santità, oltre che dalla grazia di Dio, dipende dalla nostra volontà. Non perdete tempo in attesa di fare grandi cose per Dio. Non avrai la prontezza di dire sì alle grandi cose se non ti eserciti a dire sì nelle mille occasioni di obbedienza che ti capitano durante la giornata".

Con la parola e con l'esempio, p. 48

"Essere santi non significa fare cose straordinarie,
capire grandi cose, ma è solamente un accettare
,
poichè mi sono donato a Dio, perchè appartengo a Lui.
Ecco il mio abbandono totale!
Oggi potrebbe mettermi qui, domani potrebbe mandarmi là.
Potrebbe servirsi di me o non servirsene affatto.
Non ha importanza, perchè appartengo a Lui così totalmente
che può fare di me ciò che vuole".
Le mie preghiere, p. 50
"Se aneliamo coscienziosamente alla santità, dopo aver pregato,
dovrà entrare in noi un sentimento di autorinunzia.
La forma più elementare di rinunzia di sè
è il controllo sopra i nostri sensi".

Le mie preghiere, p. 57
"Decidersi a essere santi costa assai. Rinunzie, tentazioni, lotte, persecuzioni, sacrifici di ogni genere assediano l'anima risoluta.
Si può amare Dio solo pagando di persona".
Le mie preghiere, p. 51
"Per arrivare a essere sante avremo molto da soffrire. La sofferenza genera l'amore e la vita nelle anime...Restiamo con Maria accanto a Gesù crocifisso, con il nostro calice fatto dei quattro voti e pieno del vino del sacrificio di noi stesse".
La gioia di darsi agli altri, p. 153

"Sarò santo significa: mi spoglierò di tutto ciò che non è Dio.
Spoglierò il mio cuore e lo vuoterò di tutte le cose create; vivrò nella povertà e nel distacco. Rinunzierò alla mia volontà, alle mie inclinazioni, ai miei sogni e alle mie fantasie e farò di me uno schiavo volontario della volontà di Dio".

Le mie preghiere, p. 62

"Dobbiamo diventare santi non perchè vogliamo sentirci santi, ma perchè Cristo deve poter vivere pienamente in noi la sua vita...Una volta che abbiamo appreso a cercare innanzi tutto Dio e la sua volontà, il nostro contatto con il povero diventerà un mezzo per raggiungere una grande santità interiore e verso gli altri. Santità è unione con Dio, nella preghiera come nell'azione".

Le mie preghiere, p. 84

**********

"Oggi la Chiesa ha bisogno di santi. Ciò esige un grande senso di responsabilità per combattere il nostro ego e il nostro attaccamento alle comodità che ci portano a scegliere una mediocrità comoda e insignificante".

Le mie preghiere, p. 62

2. VEDERE IL VOLTO DI GESU'

"Vedo Cristo in ogni persona che tocco perchè Egli ha detto: "Ho avuto fame, ho avuto sete, ero nudo, ero ammalato, ero sofferente, ero senza casa e voi mi avete accudito".

"Quando vediamo Dio l'uno nell'altro, possiamo dire di amarci vicendevolmente come Egli ci ama. Questo è quanto Gesù è venuto a insegnarci: Dio ci ama e vuole che ci amiamo con quel suo stesso amore".
Le mie preghiere, p. 132

"Il mio cuore è così puro da poter vedere il viso di Dio in mio fratello, in mi sorella, quella nera, quella nuda, quella che ha la lebbra, quella che sta morendo? Questo è ciò per cui dobbiamo pregare. Poichè Dio vive in noi e ci rende divini, e noi siamo tutti fratelli e sorelle: una grande famiglia di figli di Dio".
La gioia di amare, p. 83

"L'aspetto di semplicità della nostra vita di contemplazione
ci fa vedere il volto di Dio
in ogni cosa e in ognuno, ovunque e sempre.

Ci fa vedere la sua mano in tutti gli avvenimenti
e ci fa vedere tutto quel che facciamo, sia che pensiamo, studiamo, lavoriamo, parliamo, mangiamo o ci riposiamo, in Gesù, per Gesù e a Gesù, sotto lo sguardo amoroso del Padre, essendo totalmente a sua disposizione, qualunque sia la forma in cui egli ha scelto di venire a noi".
Le mie preghiere, p. 145
"La contemplazione è la vita:
non riguarda tanto quel che si fa, ma quello che si è.
E' il possesso del nostro spirito da parte dello Spirito Santo,
che soffia in noi la pienezza di Dio
e che ci diffonde nell'intera creazione come un suo messaggio d'amore...
In parole povere, vivere una vita conteplativa significa
scoprire la presenza costante di Dio
e del suo dolce amore per noi nelle cose più piccole
".
Non c'è amore più grande, p. 23
"Occorre avere un cuore pulito per vedere Gesù nella persona spiritualmente più povera. Per cui, più sarà sfigurata l'immagine di Dio in quella persona, più grandi saranno la nostra fede e la nostra devozione nel cercare il volto di Gesù e nel servirlo con amore".
Le mie preghiere, p. 45
"Mentre stava morendo sulla croce, Gesù gridò: "Ho sete" (Gv 19,20).
Abbiamo queste parole in ogni cappella delle Missionarie della Carità per ricordarci che ogni Missionaria è qui per saziare la sete di Gesù, sete di anime, e di amore, di bontà, di compassione".

Con la parola e con l'esempio, p. 15

"Se abbiamo un cuore puro, allora possiamo vedere Dio. Se non possiamo vedere Dio, allora dobbiamo domandarci:

"C'è qualcosa tra me e il nostro Signore?".

 

A volte c'è una oscurità che ci porta più vicini a Dio,

problemi e pene attraverso cui dobbiamo perseverare.

 

Ma a volte c'è una oscurità

che divide il nostro amore per Dio".

 

Thirsting for God, p. 43

3. ABBANDONARSI A DIO

"L'abbandono totale consiste nel darsi completamente a Dio, perchè Dio si è dato a noi. Se Dio, che non ha alcun debito con noi, è disposto a darci niente meno che se stesso, come possiamo corrispondere al suo amore, limitandoci a dare solo una parte di noi? Rinunziando a me stesso, io induco Dio a vivere per me. Quanto saremmo poveri, se Dio non ci avesse dato il potere di darci a lui! Invece quanto siamo ricchi attualmente! Quanto è facile conquistare Dio! Noi ci diamo a lui e dio si fa nostro e non abbiamo più altra cosa che Dio. Il prezzo con cui Dio ricompensa il nostro abbandono a lui è se stesso".
La gioia di darsi agli altri, p. 198

"L'abbandono è l'unica cosa che è essenzialmente nostra".
Thirsting for God, p. 114
"Abbandono totale a Dio significa essere interamente a disposizione del Padre come lo furono Gesù e Maria.
Questo non significa chiedere qualcosa di straordinario:
noi diamo completamente noi stessi a Dio perchè egli dà completamente se stesso a noi.
Dio non ha bisogno di darci spiegazioni quando ci mettiamo completamente a sua disposizione.
Dobbiamo domandarci:
"Come abbiamo dato noi stessi a Dio?
Come gli permettiamo di entrare nelle nostre vite?
Cos'è il nostro abbandono a lui?".
Thirsting for God, p. 40
"Dio dimora in noi. Non importa dove ti trovi, se hai un cuore pulito. Un cuore pulito significa sincerità, quella totale libertà, quel distacco che consentono di amare Dio senza impedimenti e senza ostacoli. Quando il peccato entra nelle nostre vite diventa un ostacolo personale tra noi e Dio. Il peccato non è altro che schiavitù".
La gioia di amare, p. 21
"Il nostro totale abbandono giungerà oggi a dargli anche i nostri peccati, così saremo veramente povere. "Se non diventerete come bambini, non potrete venire a me" (Mt 18,2). Quando sei troppo grande, troppo pesante, non puoi essere sollevata in alto. Abbiamo bisogno di umiltà per conoscere il nostro peccato. La conoscenza del nostro peccato ci aiuta a elevarci. Mi alzerò e andrò da mio Padre".
Con la parola e con l'esempio, p. 26

"Dio è la stessa purezza. Niente di impuro può comparire davanti a Lui...Dio non può odiare; ama perchè è amore. Però l'impurità costituisce un ostacolo
che impedisce di vederlo
.


Non si tratta solo del peccato di impurità,
bensì di qualsiasi attaccamento, di qualsiasi cosa che ci tiene lontano da Lui e ci rende meno simili a Cristo;
tutto ciò che sa di odio, di mancanza di carità,
è anche impurità.


Se siamo ripiene di peccato, Dio non può riempirci,
perchè neppure Lui può riempire quel che è già pieno
.


Per questo abbiamo bisogno del perdono, per svuotarci,
e allora Dio ci riempirà di se stesso
".

Sorridere a Dio, p. 42

4. PERDONARE, SCORGENDO DIO

"Quando qualcuno vi fa del male, non pensate a voi stessi ma a lui: sta facendo del male a se stesso, sta facendo del male a Gesù che è in lui. Dovete imparare a perdonare.

Dovete imparare che abbiamo bisogno di perdono.

Lui lo capirà in seguito.

E per lui sarà una terribile umiliazione quando se ne renderà conto".

Breviario di Madre Teresa, p. 64

"Quando ci renderemo conto
che siamo peccatori bisognosi di perdono,
ci sarà molto facile perdonare agli altri
.
Finchè non capirò questo, mi costerà molto dire: "Ti perdono" a chiunque si rivolga a me. Non è necessario essere cristiani. Qualunque sia la nostra fede, dobbiamo imparare a perdonare, se vogliamo amare veramente".
La gioia di darsi agli altri, p. 100"

"Signore, fa' che io non cerchi tanto
di essere consolato quanto di consolare;
di essere compreso quanto di comprendere;
di essere amato quanto di amare,
perchè solo nella dimenticanza di sè
si ritrova se stessi.
Solo perdonando, si è perdonati".
La gioia di amare, p. 63
"Le nostre anime devono essere come un cristallo trasparente attraverso il quale si può scorgere Dio.
Questo cristallo a volte
è ricoperto di sudicio e di polvere.
Per rimuovere questa polvere,
per ottenere un cuore pulito,
facciamo l'esame di coscienza.
Dio ci aiuterà a rimuovere questa polvere,
purchè glielo permettiamo,
e cioè se acconsentiamo
che sia la sua volontà ad agire".
La gioia di darsi agli altri, p. 124
"Una cosa ci è necessaria: la confessione, che è semplicemente umiltà in azione. La chiamiamo penitenza, ma in realtà è un sacramento di amore e di misericordia. Ecco perchè la confessione non è un luogo per parlare per lunghe ore delle nostre difficoltà, ma piuttosto un posto in cui io permetto a Gesù di togliere da me tutto quello che divide, che distrugge. Quando c'è una frattura tra me e Gesù, quando il mio amore è diviso, qualsiasi cosa può offrirsi per colmare quel vuoto".
Con la parola e con l'esempio, p. 65
"Sappiamo che se vogliamo amare veramente, dobbiamo imparare a perdonare.

Perdonate
e chiedete di essere perdonati;
scusate invece di accusare.

La riconciliazione
avviene per prima cosa con noi stessi,
non con gli altri.

Inizia da un cuore pulito.
Un cuore pulito
può vedere Dio negli altri".
La gioia di amare, p. 72
5. DONO PREZIOSO

E' LA VITA DI OGNI PERSONA

"Per me la vita
è il dono più prezioso di Dio all'umanità,

perciò i popoli e le nazioni
che la distruggono
attraverso l'aborto e l'eutanasia
sono i più poveri.
Non discuto se questo sia legale o illegale,
ma penso che nessuna mano d'uomo
dovrebbe levarsi a uccidere la vita,
dal momento che la vita
è la vita stessa di Dio in noi,
anche in un bambino non nato".

La gioia di amare, p. 142

Miriam12Stelle Miriam12Stelle Miriam12Stelle Miriam12Stelle

"Oggi, che ogni cosa è rimessa in questione ed è mutata,
ritorniamo a Nazareth.


Com'è strano che Gesù abbia passato trent'anni
senza dire niente, sprecando il suo tempo!
Senza offrire alcuna possibilità alla sua personalità
e ai suoi doni!
Perchè sappiamo che all'età di dodici anni
fece tacere i dotti sacerdoti del tempio,
che sapevano tante cose e tanto bene!

Per trent'anni non udiamo più nulla di lui,
per cui la gente si sorprese
quando egli si mise a predicare in pubblico:
"Lui, il figlio del falegname!".

Udiamo tanto parlare di "personalità", di "maturità"...
eppure il Vangelo è così pieno di espressioni come "piccoli bambini" quando Gesù si rivolge agli apostoli".

Tu mi porti l'amore, p. 113

Dio è dentro di me, una presenza più intima di quanto io stessa me ne renda conto. "In lui viviamo, ci muoviamo e abbiamo la vita" (At 17,28). E' lui che dà a tutti la vita, che dà forza ede essere a tutto ciò che esiste. Se non ci fosse la sua presenza sostenitrice, tutte le cose cesserebbero di esistere e ricadrebbero nel nulla. Riflettete che siete in Dio, circondati e avvolti da Dio, fluttuanti in Lui".
Le mie preghiere, p. 27

"La morte, in fin dei conti, non è che il mezzo più facile e più rapido per tornare a Dio.
Noi contempliamo la morte quasi ogni giorno.
E' bello vedere questa gente che muore con dignità, raggiante di gioia, perchè torna al luogo da cui proviene, torna al solo che li ama.
Chi possiede molte cose, chi ha molti beni e molte ricchezze, ne è ossessionato. Perciò è tanto difficile per loro abbandonare tutto.
Questo è molto più facile per i poveri, che sono tanto liberi, perchè questa libertà permette loro di parire con gioia".

La gioia di darsi agli altri, p. 197

"La vera vita interiore infonde ardore alla vita attiva e consuma tutto. Ci fa trovare Gesù negli oscuri tuguri dei baraccati, nelle miserie più pietose dei poveri, l'uomo-Dio nudo sulla croce, piangente, disprezzato da tutti, l'uomo del patire schiacciato come un verme dalla flagellazione e dalla crocifissione. Questa vita interiore spinge le Missionarie della Carità a servire Gesù nei poveri".
Con la parola e con l'esempio, p. 76

"Sii una cosa sola con Lui, congiunta a Lui e unita a Lui in modo che nulla, assolutamente nulla, possa strapparti dall'amore di Cristo. Egli appartiene a te e tu appartieni a Lui.
E' semplicemente così. Accetta qualunque cosa Egli dona e dona qualunque cosa Egli prende con un largo sorriso.
E tuttavia, noi dimentichiamo.
Possiamo amare il lebbroso con la sua faccia deforme e sfigurata, ma dimentichiamo di amare nostra sorella quando è superba o impaziente.
Dimentichiamo che è solo una dolorosa sembianza
e che quella persona è veramente Gesù".
Con la parola e con l'esempio, p. 33

6. NEL TEMPO

LA CARITA' COMINCIA SEMPRE OGGI

"La carità comincia oggi.
Oggi qualcuno sta soffrendo,
oggi qualcuno è in mezzo alla strada,
oggi qualcuno ha fame.
Il nostro lavoro è per oggi,
perchè ieri è trascorso,
domani non è ancora venuto.
Abbiamo solo oggi
per far conoscere Gesù,
per amarlo,
servirlo,
nutrirlo,
vestirlo,
dargli un riparo".
La gioia di amare, p. 9

"Il futuro non è nelle nostre mani. Non abbiamo alcun potere su di esso. Possiamo agire solo nel presente. Nella nostra costituzione c'è una frase che dice: "Lasceremo che sia il buon Dio a fare i piani per il futuro, perchè ieri è già passato, domani non è ancora vento e noi abbiamo solo oggi per farlo conoscere, amare e servire". Perciò non ci preoccupiamo per il futuro".

La gioia di amare, p. 107

"Ieri è sempre oggi per Dio. Perciò oggi nel mondo Gesù è attualmente coperto dai nostri peccati, sotto le dolorose sembianze di mia sorella, di mio fratello. Lo voglio accogliere? Se non stiamo attente, presto le ricchezze dello spirito del mondo diventeranno un ostacolo. Non potremo vedere Gesù, perchè Gesù ha detto: "Beati i puri di cuore, perchè vedranno Dio" (Mt 5,8). La gente rifiutava Gesù perchè la sua povertà offendeva le loro ricchezze. Sorelle, i nostri poveri ci respingono perchè e nostre ricchezze offendono la loro povertà? Si trovano a loro agio con noi perchè siamo simili a loro nella povertà? Possiamo fissare in faccia il povero e dirgli con cuore sincero: "Conosco la povertà, è la mia compagna, amo la povertà, è mia madre, servo la povertà, è la mia signora"?".
Con la parola e con l'esempio, p. 85

Non ci preoccuperemo per il domani,
ma vivremo il momento presente intensamente,
con fiducia completa in Dio".

Con la parola e con l'esempio, p. 30

"Le parole di Gesù: "Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi" (Gv 5,12) dovrebbero essere non solo una luce per noi, ma anche una fiamma distruttrice dell'egoismo che ci impedisce di crescere nella santità.
Gesù ci ha amati fino alla fine, "fino all'ultimo limite dell'amore, fino alla croce" (Fil 2,8). Questo amore deve venire dall'interno, dalla nostra unione con Cristo. Dovrebbe scaturire dal nostro amore per Dio. Amare deve essere normale per noi come vivere e respirare, giorno per giorno, fino alla nostra morte. Per capire questo, e per metterlo in pratica, abbiamo immenso bisogno della preghiera, quella che ci unisce a Dio e che si riversa continuamente sugli altri. Le nostre opere di carità non sono altro che il riversarsi del nostro amore interno per il Signore. Perciò, chi è più unito a Dio, è colui che ama di più il suo prossimo".
Con la parola e con l'esempio, p. 74

"Noi amiamo Gesù nelle sue dolorose sembianze. Altrimenti non avrebbe significato essere Missionarie della Carità. La nostra congregazione va più a fondo.
E' Cristo affamato che io nutro.
Nel povero c'è veramente Cristo".

Con la parola e con l'esempio, p. 78



7. NON CI SONO DUE AMORI

"Ricordiamo che Gesù ha detto: "Quanto avete fatto a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, lo avete fatto a me". Pensate solo a questo: il sorriso che rivolgete a una persona sola, la mano che tendete a un cieco per attraversare la strada, quel pò di cibo a cui rinunziate per qualcuno che ha fame, lo fate per Lui".
La gioia di amare, p. 84

Nel povero, nelle nostre sorelle, nei nostri fratelli,
c'è Gesù.
Quindi noi siamo alla sua presenza
ventiquattr'ore su ventiquattro.
Per questo siamo contemplativi nel cuore del mondo.
Se solo sapessimo imparare a pregare il lavoro, facendolo con Gesù, per Gesù, a Gesù
per la gloria del suo nome e il bene delle anime!".

Le mie preghiere, p. 127

"Gesù rivive la sua passione
nella nostra povera gente.
I poveri
realmente passano
attraverso la passione di Cristo.
Dovremo trattarli con dignità.
Questi poveri
sono Gesù che soffre oggi.
Dobbiamo trovare modi e mezzi per aiutarli;
non aumentiamo le loro sofferenze.
La povera gente
sta vivendo, oggi,
il calvario di Gesù".
Con la parola e con l'esempio, p. 90

""Ci viene ordinato di amare sullo stesso piano Dio e il prossimo. Nessuna differenza. Il nostro amore per il prossimo deve essere uguale a quello che abbiamo per Dio. Non abbiamo bisogno di cercare occasioni per adempiere questo comandamento: ce ne vengono offerte continuamente, ventiquattro ore al giorno, e proprio qui dove ci troviamo".
Breviario di Madre Teresa, p. 61

"Cercate di trovare che cosa c'è di bello in ogni persona. Io dovrei inchinarmi davanti a Gesù che sta nel cuore di quella persona".
Breviario di Madre Teresa, p. 97

"Se il mio amore per le mie Sorelle è buono, allora il mio amore per Gesù sarà buono. Non vi sono due amori. Quanto è più profondo il mio amore per Gesù, tanto più è profondo l'amore per le mie Sorelle, tanto più è grande lo zelo nell'andare verso i poveri".

Con la parola e con l'esempio, p. 35

"Ci è stato comandato di amare Dio e il nostro prossimo alla stessa maniera, allo stesso livello. Non c'è differenza. L'amore per il nostro prossimo deve essere uguale al nostro amore per Dio. Non dobbiamo ricercare opportunità: le abbiamo ventiquattr'ore al giorno con coloro che sono intorno a noi".

Thirsting for God, p. 77

"Per noi non ha importanza la fede professata dai nostri assistiti. Il nostro criterio di assistenza non sono le credenze, ma le necessità. Tutti sono corpo di Cristo, tutti sono Cristo sotto le sembianze di creature bisognose e che hanno diritto di riceverlo. Non abbiamo mai cercato di convertire al cristianesimo i nostri assistiti. L'essenziale è che trovino Dio attraverso la loro religione, qualunque essa sia. Ciò che salva è la fede in Dio. Importa meno da quale punto si arrivi a Lui".
La gioia di darsi agli altri, p. 77
"Se fossi passata oltre quando sentii l'odore di quella donna che era stata divorata dai topi, quando vidi il suo viso, le sue gambe, oggi non potrei essere una Missionaria della Carità. Ma io tornai indietro, la feci alzare e la portai all'ospedale locale. Se non l'avessi fatto, la Congregazione sarebbe morta. Il sentimento di ripugnanza è umano, ma se riusciamo a vedere il volto di Gesù in quelle dolorose sembianze, saremo santi".
La gioia di amare, p. 225

"Non sprecate le vostre energie in cose inutili.
Guardate e vedete.
Guardate e vedete il vostro fratello
e la vostra sorella
e non solo in casa vostra.
Guardate e vedete.
Guardate e vedete,
ovunque vi sono persone
affamate che vi fissano,
ovunque vi sono persone
nude che vi fissano,
ovunque vi sono senzatetto,
che vi fissano.
Non volgete le spalle ai poveri,
poichè i poveri sono Cristo".
La mia regola, p. 131

"Perchè il nostro servizio ai poveri non cessi di essere realmente un servizio ai poveri deve mantenersi su una base di sacrificio".
La gioia di darsi agli altri, p. 46